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I BAMBINI DAL DENTISTA: ISTRUZIONI PER LA FAMIGLIA

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I bambini sono particolari pazienti e richiedono particolare attenzione.

Il nostro STUDIO di solito inizia a vedere i giovani pazienti attorno ai 3 anni di età.

Generalmente lo STUDIO del dott Bosco riesce ad organizzarsi per visitare i giovani pazienti nell’ orario più idoneo alle famiglie.

Questi sono alcuni consigli da leggere prima della visita dal dentista del vostro piccolo:


Cerca di portare il bambino a visitare il dentista PRIMA di qualsiasi mal di denti o problema. Questo ci consente di orientare il bambino gradualmente al nostro STUDIO e spiegare quello che facciamo, senza che ci sia vera necessità di intervento. Quando il bambino raggiunge l’età di 3 o 4 anni, è dunque una buona idea andare a trovare il dentista.

Avrete anche importanti istruzioni per la prevenzione della patologia cariosa: evitare alcuni comuni errori ed essere efficaci nell’ igiene dei dentini.

Per un primissimo incontro, è consigliabile portare con voi il bambino durante le vostre sedute di igiene orale, o visite routinarie. Il bambino può osservare tranquillamente, fare un giro sulla poltrona, se desidera e porre domande. È importante che la prima visita del bambino nello studio sia piacevole e interessante e possa vedere che l’ incontro è amichevole e non negativo.

Nonostante quello che sembra suggerire l’ istinto, è meglio per i genitori e gli altri membri della famiglia di rimanere fuori dalla sala di trattamento, quando arriva il momento per un bambino di ricevere le cure.

I bambini generalmente tollerano meglio il trattamento quando possono concentrarsi sulle istruzioni che ricevono dal dentista. Ulteriori osservatori in camera creano una distrazione che impedisce la comunicazione.

Oltretutto il genitore che accompagna è collegato dal bambino alla presenza di un pericolo, da cui il genitore lo vuole proteggere. (Ad esempio dalle automobili, dall’acqua profonda, dagli estranei).

assistente con mascherina sorriso

Nello STUDIO al contrario non c’è alcun pericolo, e la fiducia verso il dottore e lo staff da parte dei genitori in primis, viene immediatamente trasferita al bambino.

(<<Mamma mi accompagni?? >> <<Perchè dovrei? Il dottore sarà gentile con te, non serve che venga, ti aspetto seduta qui e leggo il giornale>>).

Prima della prima visita di vostro figlio o figlia, non dite parole, come “estrazione”, “ago“, o “puntura” o “trapano”. Già questo li spaventa.

Dire ad esempio <<Il dottore NON TI FARA’ LA PUNTURA ……VEDRAI>>, è una delle frasi più sbagliate che spesso vengono ingenuamente usate a fin di bene.

Al contrario genera il terrore verso l’ anestesia, spesso invece necessaria e augurabile, poiché con la sensazione di un semplice pizzicotto elimina ogni minimo dolore. Dal dentista non si soffre più!

Anche la promessa del premio in caso di comportamento esemplare, è recepita dal bambino come preparazione ad un evento negativo.

Il dentista spiegherà al bambino usando termini adeguati, esaustivi ma mai minacciosi, quali strumenti saranno utilizzati e come funzioneranno.

Il bambino non verrà mai ingannato, ma sarà fatto uso di termini che non evocano paure irrazionali. L’ anestesia ad esempio, è <<il pizzicotto che addormenta il dentino>>, la turbina è <<lo spruzzo che lo lava>>, e il micromotore quello che <<gratta via lo sporco>>.

I bambini non avranno alcun disagio né esperienze negative durante il trattamento. Spesso sono molto meno apprensivi dei genitori.

Soprattutto ………relax!

I bambini leggono l’ apprensione sul volto dei loro genitori e pur non comprendendone il motivo, si preparano immediatamente a qualcosa di negativo.

Il nostro protocollo, per conquistare definitivamente la piena fiducia del bambino, prevede di evitare assolutamente ogni insistenza o forzatura nel trattamento. Il piccolo paziente deve capire che lo si sta curando, gli si sta facendo del bene e che lui per primo deve essere d’accordo a farsi curare.

Questo prevede la possibilità di una o più sedute di terapia non “produttive”, in cui si interrompe senza insistenza il trattamento in caso di diniego del bambino. Vi saranno addebitati solo 30€ per il materiale monouso e il tempo riservato.

sigillatura solchi

La vostra reazione dovrà essere comprensiva. Il tempo perso verrà ripagato in salute orale negli anni a venire, mentre un’estrazione o un’ otturazione fatta con la forza o insistenza, porterebbe ad un rifiuto delle terapie che perdura negli anni, tipico della nostra generazione.

Generalmente dopo una o due interruzioni al massimo (il bambino si stupisce di avere il controllo), se c’è collaborazione della famiglia, si ottiene la fiducia completa del bambino, che diventerà un paziente ideale con i dentini sani.

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Dott. Alessio Bosco

@mail per ogni comunicazione riservata : studio@alessiobosco.it

Website: www.alessiobosco.it

Associazione:  www.dentist4.it

COME SI CURANO LE CARIE? SCOPRIAMO INSIEME COSA SONO LE OTTURAZIONI

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In questo articolo vi parlo della cura delle carie: le otturazioni ( o ricostruzioni) dentarie.

La carie rovina i nostri denti creando aree rammollite o veri e propri buchi nella loro struttura. Con i materiali da ricostruzione si riesce a ripristinare la forma e l’ aspetto originale del dente, proteggendo contemporaneamente la restante parte sana dal processo distruttivo.

La ricostruzione viene detta “conservativa” perchè ha lo scopo di conservare più tessuto dentale possibile, sostituendo solo quello perso, senza danneggiare la parte sana.

Coma si effettua?

E’ una terapia “base” nell’ odontoiatria, ma affinchè si raggiunga il risultato oggi possibile di durata ed estetica, necessita diversi passaggi essenziali, ed una tecnica corretta. I materiali che si usano si chiamano “compositi”, perchè sono formati da una parte organica resinosa fotopolimerizzabile e una parte molto dura di polvere di ceramica.

La resina, una volta indurita, non permette più lo spostamento delle varie particelle tra loro, ottenendo cosi un materiale finale con le caratteristiche meccaniche eccezionali, molto simili a quelle del dente naturale.

Prima dell’ indurimento la pasta ha una viscosità che ne permette la modellazione e l’ adattamento alla forma del dente. In commercio esistono paste “flow”, dalla densità che ricorda il miele, e quelle più solide, modellabili come uno stucco. La percentuale di parte solida può variare dal 60 al 80% circa.

Questi materiali sono estremamente resistenti, con una estetica eccezionale e sono molto biocompatibili; hanno però delle caratteristiche negative che il dentista deve conoscere e saper fronteggiare affinchè l’ otturazione duri nel tempo (10 – 15 anni) senza dare inconvenienti: nè sensibilità nè nuova infiltrazione cariosa.

I difetti principali sono due, legati alla matrice resinosa (chiamata bis-gma): 

1) Retrazione da polimerizzazione

2) Idrofobia

E’ quindi un materiale che quando si indurisce tende a ritirarsi, a diventare più piccolo (del 2% circa) e non si incolla ai materiali che contengono umidità.

Il distacco del materiale dalle pareti che potrebbe avvenire,  genera un fallimento, perchè la piccola fessura tra dente ed otturazione, essendo questa molto biocompatibile, genera l’ immediato ripopolamento di batteri tra dente e otturazione, generando sensibilità, nuova carie se non addirittura il distacco dell’ otturazione!

Questa ultima eventualità è addirittura vantaggiosa per il paziente.. perchè una otturazione infiltrata spesso porta a nuova carie in modo molto subdolo, generando dolori solo quando il dente è ormai prossimo alla devitalizzazione.

Le “vecchie” otturazioni nere, in amalgama di argento (oggi considerata, l’ amalgama, un rifiuto tossico.nocivo per presenza di mercurio) erano bruttissime ma indurendosi non si stringevano anzi si allargavano un pochino e il loro ossido superficiale era un potente antibatterico, perché conteneva argento e mercurio: duravano anni anche se fatte immerse nella saliva, anche se in realtà i denti spesso perdevano vitalità, a causa del gap e degli ossidi.

Sono materiali diversi e quelle di oggi vanno usate in modo totalmente diverso!

Il dentista mette quindi in atto delle tecniche e usa dei primer specifici per evitare il rischio di distacco tra dente e otturazione.

Vediamo nella tecnica come si fa!

Intanto si anestetizza il dente! Il paziente non deve avvertire il minimo fastidio, salvo il fatto di dover tenere la bocca aperta e avere un “intruso” che gli traffica in bocca. Per questo serve la vostra pazienza, al resto ci penso io! 

Le tecniche anestesiologiche oggi sono migliorate, e ne ho già accennato nella pagina dedicata alla anestesia indolore “WAND“: un pizzichino davvero minimo e il dente dorme e non segnala alcuna sensazione.

A questo punto si monta la DIGA! E’ un foglio di lattice di gomma, generalmente verde, nel quale facciamo uno o più piccoli fori dai quali si fa passare il dente o i denti che dobbiamo curare. Un gancio di metallo che si appoggia al dente lo tiene in posizione e un archetto di metallo lo tiene aperto.

Questo attrezzo è essenziale, perchè toglie il flusso di saliva sul dente e ci permette di trattare le superfici in modo ottimale senza contaminazioni. Fare otturazioni estetiche senza diga, o senza altro isolamento (sempre che ne esista un altro modo altrettanto efficace) è ritenuto oggi un errore anche dalle Raccomandazioni cliniche ministeriali: lo possiamo dire forte.

Messa la diga inizia la fase “trapano”. Con la turbina, ad altissima velocita e con spray di acqua e fresa diamantata (quella che fischia) , si rimuove lo smalto (che è duro come un vetro) che copre la parte cariata. Con il micromotore (quello che gratta), piccolo trapano con fresa metallica, si va a rimuovere la parte rammollita, sempre raffreddando con acqua per non surriscaldare la parte viva del dente!

Bisogna togliere tutta la parte del dente che non ha più la consistenza tipica del dente sano, che è duro come .. l’ avorio (che sempre dente è, di elefante però). Per farvi capire, il dente cariato è invece morbido come un legno rimasto in acqua per settimane! Usando un trapano lento si avverte fisicamente quando la punta non riesce più a togliere nulla. Se è giusto, avendo come goal la conservazione della vitalità del dente, mantenere un po’ di dentina anche debolmente rammollita verso la polpa, certamente i margini devono essere perfettamente puliti e sani!

Perchè è li che avverrà il sigillo del restauro che terrà fuori i batteri responsabili delle carie.

Una volta che tutta la parte malata è stata eliminata, si usano delle “matrici”, per confinare il materiale nella forma voluta, dei piccoli cunei di legno sterili e degli anelli per fare in modo che il “nuovo dente” abbia la forma e il contatto giusto verso i denti vicini, per evitare che si fermi il cibo fastidiosamente!

Durante questa fase, se la carie aggetta verso il dente vicino, uso una speciale matrice di protezione, un sottile strato di metallo che messo tra i denti, protegge il dente vicino dalle fresate che anche stando attenti ed usando gli ingranditori, possono andare a danneggiare il dente sano.

Ok, quando tutto è pronto, isolato, pulito, si parte con la fase finale!

Il primo passaggio si chiama mordenzatura: si usa un gel contenente più di un terzo di acido solfidrico (quello che c’è nel viakal, per capirsi, però qui ben più concentrato). Dopo 20 secondi il dente risulta irruvidito e pulito in modo ottimale.

Segue un lungo risciacquo, nel quale vi chiedo sempre di chiudere gli occhi! Perchè l’ acido negli occhi brucia!! 🙂 

Ora si mette il primer. L’ assistente mi passa un piccolo pennellino immerso in un liquido giallo, che contiene sostanze capaci di promuovere l’ adesione intima tra dente, che non è mai privo di acqua, e resina, che è idrofoba e non si attaccherebbe sull’ umido.

Dopo aver asciugato il solvente del primer si applica il primo strato di resina fluida, chiamato “bonding“, o adesivo. E’ lo stesso materiale di base dei compositi (ma senza particelle in ceramica o, meglio,  con solo una bassa percentuale di esse), e si indurisce con 20 secondi di esposizione alla luce led colore “royal blue”: la resina si polimerizza e diventa subito rigida.

Da ora in avanti si deve stratificare il materiale di otturazione, scegliendo anche il colore e la traslucenza giusta per il vostro dente con vari strati di colore diverso.

Io uso inizialmente compositi fluidi (i flow), in sottilissimi strati. Il fatto di fare tante stratificazioni minimizza l’ effetto di retrazione da polimerizzazione e permette al composito di schiacciarsi alla superficie, piuttosto che staccarsi.

Ad ogni stratino si ripete la fase di polimerizzazione con led blu.

Nella parte che andrà in contatto con altri denti uso un traslucente ad alta densità, che una volta indurito diventa resistente alla masticazione: è davvero raro che si rompa una otturazione anche masticando cibo duro. Io da sempre le rifaccio gratis entro i tre anni “no question asked”, che significa anche se il paziente ha mangiato una pietra. Capita davvero di rado! 🙂

Alla fine si fa una lunghissima polimerizzazione, due-tre minuti circa, per garantire una struttura resistente indurita profondamente.

Resta solo la fase finale in cui con frese diamantate e con strumenti a mano si rifinisce accuratamente il restauro dando la forma corretta sia dal punto di vista estetico che occlusale.

La superficie viene poi lucidata a specchio con gommini abrasivi e dischi a granulometria decrescente, fino ad ottenere un risultato assolutamente invisibile a distanza di conversazione.

Queste otturazioni adesive in una bocca con un normale controllo di placca e con una alimentazione non eccessivamente cariogena durano senza problemi ben più di 10 anni.

Come mai spesso invece si sente parlare di otturazioni che si staccano, di denti che dopo pochi anni muoiono e vanno devitalizzati e poi ricoperti? Questo accade se non vengono seguiti questi semplici protocolli: se il dente viene surriscaldato perchè fresato senza acqua, perchè magari non si usa la diga e durante le fasi la saliva bagna il dente, perchè non si rispettano i passaggi di primer o le attente stratificazioni per contrastare la contrazione da polimerizzazione.

I restauri estetici funzionano ed è per questo che oggi non si deve aspettare che una carie diventi grossa (e sintomatica), MA DOBBIAMO INTERCETTARLA PRESTISSIMO, con strumenti come la diagnocam , di cui ho parlato sempre in questo blog.

Quindi la cosa più iportante, come chi mi segue sa bene, è la PREVENZIONE, che si fa diventando dei pro dello spazzolino (link qui).

Se però qualche carietta si è formata lo stesso.. oppure qualche otturazione on è proprio sigillante, con questa tecnica possiamo star tranquilli, e il sorriso resta OK!!

Terapie indifferibili?

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Tra dentisti, durante il periodo COVID è stato spesso discusso questo tema: Le patologie della bocca, quelle semplici che tutti conoscono: le carie, la malattia parodontale, che colpisce le gengive, sono TERAPIE INDIFFERIBILI o NO?


Qui ho visto grandi diversità di approccio: ci sono persone, anche colleghi,  che ritengono che siano patologie che possono aspettare. E altri, tra cui lo scrivente che ritengono che OGNI PATOLOGIA che genera danni permanenti, che quindi aspettando ad essere trattate creano lesioni irreversibili siano da trattare AL PIU’ presto.

 Secondo me OGNI carie, ogni infiltrazione sotto otturazioni non congrue, ogni patologia gengivale è INDIFFERIBILE. Perchè?

Perchè cosa succede ASPETTANDO, lo vediamo tutti, almeno, lo vediamo noi dentisti che sappiamo che cosa succede a coloro che ASPETTANO: si trovano prima o poi con tanti denti irrimediabilmente distrutti.

Indifferibile non significa URGENTE, ovvio.

Indifferibile significa che SE OGGI hai una piccola carie, certamente questa diventerà più grande. Se ti tieni in bocca una malattia gengivale, CERTAMENTE domani avrai perso osso. In ogni caso solo malattie che distruggono tessuti sani.Posso dirti una ovvietà RIVOLUZIONARIA:chi ha in bocca un dente devitalizzato, lo ha perchè HA LASCIATO crescere una carie per anni. Chi ha perso UN dente per malattia parodontale, lo ha perso perchè ha lasciato la malattia “lavorare” in modo silente per anni ed anni.Vuoi aspettare?Infatti sia la carie che la malattia parodontale DANNO SINTOMI SOLO QUANDO E’ TARDI. Il nervo si irrita quando i batteri lo hanno raggiunto, quindi quando  ormai la maggior parte del tuo dente è stato sciolto dalla carie.


L’ approccio che seguo, per i miei pazienti, è portarli in una situazione di stabilità.La bocca deve essere SENZA carie e senza infezione gengivale. Il paziente deve imparare a tenersela sana da solo a casa e venire solo a farmi controllare che tutto vada bene.
E’ esattamente IL CONTRARIO del “vecchio sistema” che vedeva il dentista come tappa voragini o come cavadenti ormai persi. Funziona? Altrochè! Vantaggi?

Intanto economici: Magari, se ci sono tante piccole cariette, OGGI spendi un po’ di più di quanto avresti speso, OGGI, se avessi curato SOLO la carie grossa.Ma poi basta. Per i prossimi lustri la spesa odontoiatrica diventa minima: solo le eventuali pulizie e i controlli per assicurarti di essere in salute.Invece aspettando dopo anni oltre a rischiare di perderli, dovrai spendere molto di più per recuperare denti distrutti o addirittura per rimetterti con impianti i denti persi!Ma il vero vantaggio è…. trovarsi in pensione CON I PROPRI DENTI in bocca: belli e sani.


Ora lo sai: Nello STUDIO BOSCO non si lasciano carie nè malattie in bocca ai pazienti.

SCANNER 3D – La Rivoluzione

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Negli ultimi decenni la tecnologia ha fatto passi da gigante, rivoluzionando quasi tutti gli ambiti professionali. Questo vale anche per l’odontoiatria: ed è proprio quello che vogliamo farvi scoprire oggi, presentandovi lo Scanner 3D.

Quante volte, a seguito del nostro famoso “apri grande”, vi è stata applicata per diversi minuti una fastidiosa pasta per prendere l’impronta dei vostri denti?

Ora in pochi minuti e senza disagio, con una comoda “penna” digitale, sarà possibile ricostruire in modo digitale la bocca del paziente trasmettendo praticamente senza distorsioni e con meno passaggi, quasi in tempo reale, il materiale al laboratorio odontotecnico che potrà quindi iniziare a costruire il vostro perfetto manufatto in ceramica. Ancora non è possibile utilizzare questa tecnologia in tutte le necessità protesiche ma a breve, con miglioramento dei processi e delle strumentazioni, diventerà un nuovo standard nei percorsi protesici.

Che cos’è lo scanner 3D?

La digitalizzazione delle procedure odontoiatriche ha portato negli ultimi anni alla creazione di uno scanner che i professionisti qualificati e aggiornati utilizzano traendo vantaggio dallo sviluppo in 3D della situazione effettiva del paziente.

Il dentista che effettua una scansione intraorale trasferisce l’immagine sul pc con i programmi che permettono una ricostruzione in 3D del cavo orale del paziente.

Infatti in questo modo viene rilevata l’impronta digitale che è inviata in tempo reale ai tecnici velocizzando i passaggi e migliorando la precisione di corone e ponti.

Inoltre sulla ricostruzione virtuale il medico può intervenire progettando e provando gli interventi da effettuare, in questo modo ha una visione completa della situazione pre intervento e post intervento tale da consentirgli di correggere eventuali errori a cui andrebbe incontro utilizzando altri metodi meno precisi.

Qual’è la differenza tra l’impronta con scanner e quella classica?

L’utilizzo di elastomeri per la creazione di un’impronta delle arcate dentali del paziente richiede la permanenza del materiale in bocca per svariato tempo, a volte fino a 6 minuti. Il questo periodo il paziente è costretto a restare immobile sulla poltrona tenendo in bocca un’apposita pasta che viene applicata dal dentista sui denti, che deve solidificarsi per ottenere l’impronta dentale di precisione.

Il fastidio di avere del materiale in bocca in molti casi non è proprio piacevole per il paziente e il tempo di attesa può risultare lungo con un sapore non proprio gradito dalle persone. A volte porta anche ad un importante senso del vomito, che rende difficoltoso eseguire l’impronta stessa in modo preciso nonostante gli accorgimenti che si possano adottare.

Inoltre il passaggio tra impronta “normale”, trasferimento al laboratorio e creazione del modello in gesso porta ad un aumento del rischio di imprecisioni e distorsioni dato dai vari passaggi tecnici che sono richiesti. Con lo scanner il modello virtuale viene direttamente utilizzato dal laboratorio per iniziare il processo di creazione.

Nonostante lo strumento sia molto utile e performante, non è possibile ancora sostituire totalmente l’impronta normale o analogica, soprattutto in casi estesi o protesi mobili. Ma la tecnologia avanza ed in un futuro ormai vicino, grazia anche all’uso delle stampanti 3D, si potrà eseguire la quasi totalità dei lavori totalmente in digitale.

Lava i denti con me – Come lavare i denti a chi non riesce da solo

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Lava i denti con me – Come lavare i denti a chi non riesce da solo

Lavarsi i denti quando si diventa anziani è sempre più difficile, sopratutto quando di mezzo si mettono problemi fisici anche semplici, come l’ artrosi delle mani o di demenza o altre infermità debilitanti. La stessa situazione può avvenire anche da giovani, anche temporaneamente, per malattie o traumi.
In fondo a questa pagina trovi il video completo in cui ti spiego come prenderti cura del tuo caro, ma prima mi piacerebbe che dedicassi due minuti alla lettura dell’articolo.
In quasi 30 anni di attività odontoiatrica mi è capitato di avere pazienti, seppur in età avanzata, con un sorriso invidiabile. Solite visite di controllo ogni 6 mesi e soliti complimenti da parte mia per l’attenzione ordinaria con cui curano i propri denti.
E la situazione continua cosi, fino a quel fatidico momento,  in cui ai miei pazienti più anziani perviene una qualche patologia che gli rende impossibile il lavaggio dei denti.. Chi per un motivo e chi per un altro, li ritrovo accompagnati da famigliari e infermieri, benvestiti, ma con una situazione diversa dall’ultima volta che si sono accomodati in poltrona. Una dentatura conservata con cura per 80 anni, rapidamente viene rovinata da carie destruenti e da malattia gengivale non più controllata.
La colpa non è sicuramente loro ne di nessun altro, tuttavia non siamo qui per cercare colpevoli, bensì soluzioni, perchè alla fine basta poco. E io, sono qui per questo.

Lava i denti con me – Edizione speciale per anziani e per persone che necessitano di aiuto

Continuo quindi così la mia classica rubrica “Lava i denti con me”, dove spiego tecniche, strumenti e consigli su come lavarsi i denti per mantenere nel tempo un sorriso perfetto.
Questa volta, però,come avrete capito, dovrà essere una terza persona a occuparsi del loro sorriso.
Questo video è quindi rivolto ai parenti dell’anziano, alle badanti, agli infermieri nelle case di riposo e a chiunque voglia occuparsi dei denti di un suo caro.

Quando accettare di buon grado che qualcuno ci aiuti?

– Quando già facciamo fatica a metterci le scarpe da soli, è probabile che serva una mano per i denti
– Quando c’è qualcuno che si occupa di noi, è giusto che faccia anche quel piccolo gesto. Aiutiamolo
– Facciamoci viziare! Come li lavavamo ai nostri figli e nipoti, oggi lasciamo che lo facciano a noi!

Ragioni per lavare i denti a chi non riesce, anche se ha problemi ben più grandi

– Non serve molto tempo, basta anche solo una volta al giorno per due minuti. Anche 5 giorni su 7 sarebbe già un ottimo aiuto..
– Una bocca che viene costantemente curata non peggiora, quindi è utile per non far perdere i denti, anche a chi ne ha pochi..
– Le gengive non curate portano a una grossa concentrazione di batteri che possono anche partecipare a problemi cardiaci e in altri distretti.
– Un sorriso sano, anche se manca qualche dente,  aiuta a essere felici e a relazionarsi con le persone accanto.
– Mangiare con soddisfazione è benessere per tutta la vita per chiunque
– In pochi mesi di abbandono la bocca può peggiorare molto e restare come peggior fastidio per il nostro assistito
– Dopo pochi giorni diventa pure piacevole e divertente

Ostacoli che si incontrano

– Spesso pensano di riuscire da soli, ma solitamente non riescono più a farlo nel modo corretto e non accettano di farsi aiutare..
– la bocca è zona intima e spesso i muscoli si contraggono involontariamente per difesa. Chiedete solo di star morbidi.
– la presenza di denti che si muovono tanto può rendere impossibile l’igiene. In quel caso serve l’aiuto di un dentista, anche a domicilio. Se siete di Sanremo o dintorni sarò felice di aiutarvi e di spiegarvi dal vivo la tecnica migliore per un risultato corretto.
– Tartaro e grosse carie invece non impediscono, ma rendono più difficile l’igiene. Non avere paura di spazzolare anche se vedi denti con buchi: non farai male
– Specialmente la prima settimana vedrai tanto sangue uscire dalle gengive! Non ti spaventare! Stai solo toccando nel modo giusto gengive malate perchè coperte di batteri!

Controlla sempre il tuo caro

Alcune volte capita di trovare persone che, seppur lavandosi i denti, non riescono ad essere veramente efficaci, rendendo così inutile l’igiene orale casalinga.

Questa, ad esempio, è una foto scattata a una cara signora di 89 anni che regolarmente viene in Studio.

Lei ovviamente prova a lavarsi i denti da sola, ma ovviamente l’età non è a suo favore.

Per questo è importanti controllare i propri cari, nonostanti si curino da soli a volte non basta.

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Cosa è necessario per questo importante compito:

– spazzolino elettrico, meglio se con sensore di pressione, per capire quanta forza si fa.
– dentifricio con un gusto che piace al nostro “paziente”.
– Una bacinella.
– Una bottiglietta o un bicchiere d’acqua.
– Scottex
– Guanti monouso e mascherina se serve
– Un po’ di pazienza, a volte molta. Ma ne vale la pena.

Protocollo ideale:

Il protocollo ideale è molto semplice: una volta al giorno, dente per dente, ben appoggiati al bordo gengivale, frullare via la placca.
Non serve altro. Due minuti di dedizione cambiano la vita al nostro assistito.
Qui sotto trovi un video dove io e il mio igienista, il dott. Mattia Magni, spieghiamo come devi comportanti con la bocca dell’anziano. Troverai, inoltre, una parte in cui facciamo vedere proprio il lavaggio su una signora anziana che ci ha permesso di dedicarci alla cura del suo sorriso e si è resa disponibile all’ inquadratura.

 

 

Esegui un test di autodiagnosi per controllare in modo autonomo il tuo stato di salute orale, ti bastano due minuti! clicca qui per entrare nella sezione

 

Ringrazio tutti coloro che sono arrivati qui, in fondo all’articolo. Grazie per averlo letto e grazie per esservi interessati alla cura di chi da solo non riesce.

 

Dott. Alessio Bosco,
Dentista Sanremo.

 

Se vuoi prenotare un appuntamento per una visita personalizzata chiamaci a questo numero 01 8453 0798o compila il form qui sotto e penseremo noi a contattarti!

 

 

    Giornata di prevenzione contro il tumore orale

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    Giornata di prevenzione contro il tumore orale

    Il tumore orale è più frequente di quello che si pensa, non a caso i dati confermano quanto appena detto: 4 persone su 100mila ogni anno risultano positivi a questa brutta anomalia all’interno del proprio cavo orale.

    Cos’è e quali sono le cause del tumore orale?

    Il tumore orale è una processo neoplastico maligno che può interessare qualsiasi parte della cavità orale: gengive, lingua, mucosa interna delle guance, palato, labbra e pavimento orale.
    Le cause che conducono a questa particolare malattia sono sconosciute, nonostante ciò alcune brutte abitudini giocano un ruolo fondamentale: uno fra i primi è sicuramente il fumo, un vizio che non smette mai di stupire quando si parla di patologie maligne, e cosi anche l’abuso di alcool. Estremamente dannose le abitudini, per fortuna rare in Italia, di masticare tabacco o altre particolari miscele vegetali : dove questo è comune, il tumore della bocca è tra i più diffusi!
    La cosa più preoccupante, legata al tumore orale, sono i sintomi che si riscontrano prima che la malattia raggiunga uno stadio critico, praticamente assenti. Questo dato è sicuramente importante, il più delle volte le persone pensano di non dover fare un semplice controllo solitamente perchè non avvertono nessuna sensazione malevola che possa ricondurre ad una grave malattia.
    Grazie a una semplice visita, si può intercettare subito la criticità con tantissime probabilità di rimuovere definitivamente il carcinoma senza conseguenze.
    L’ultimo mercoledì del mese, dunque, previo appuntamento, offriamo una visita di controllo specifica, cosi da permettere a tutti di prevenire questa brutta patologia.

    A chi è rivolta questa iniziativa?

    1) Pazienti sopra i 50 anni, specie se fumatori
    2) Pazienti che non si fanno visitare dal loro dentista regolarmente (in quel caso lo screening lo fa lui regolarmente)

    Come funziona la visita?

    La segretaria ti fissa uno spazio in agenda ed il dott. Bosco farà un controllo con l’ uso degli ingranditori a tutta la mucosa orale. Se fosse riscontrata una qualsivoglia anomalia verrà segnalata.

    Sarà una visita dedicata alle mucose, non alle patologie dentarie.

    Se vuoi fissare un appuntamento non ti resta che chiamarmi al 0184530798, o compilare il form che trovi qui sotto: penseremo noi a contattarti per decidere insieme l’ora in cui effettuare questo breve, ma efficace, controllo.

      Ma perchè il mio dentista ha detto che non posso mettere gli impianti?

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      Big tooth and dentist mirror in dentist clinic on background

      Ma perchè il mio dentista ha detto che non posso mettere gli impianti dentali?

      Spesse volte, in Studio, arrivano nuovi pazienti convinti di “non poter mettere impianti dentali”.
      Sarà perchè avranno letto qualcosa sul web e si saranno convinte di ciò – penso – invece, il più delle volte questa sentenza arriva proprio da colleghi.

      Ovviamente capitano situazioni dove gli impianti dentali non possono trovare posto, ma bisogna ammettere che queste situazioni sono sempre più poco frequenti di quello che si pensa.

      Mi sento, dunque, in dovere di fare più chiarezza in merito agli impianti dentali, per capire quando questi sono la soluzione ideale e quando, purtroppo, non si è predisposti ad accoglierli.

      Le ‘fake’ news dentarie

      Quale migliore introduzione per cominciare, se non sfatare subito le ‘fake’ news in merito agli impianti dentali?

      Posso fare impianti dentali anche se:

      • Ho poco osso
      • Ho più di 80 anni
      • Ho osteoporosi
      • Soffro di ansia da dentista
      • Ho perso i denti per piorrea
      • Ho paura del rigetto (NO DOLORE, brutta parola)

      L’importanza degli impianti dentali

      Ormai nessuno vuole avere la protesi mobile, indipendentemente dall’età.
      In modo particolare visto l’allungamento medio della vita; insomma, sorridere e mangiare sono momenti importanti anche in “ragazzini” con ben più di 80 anni.

      Allora perchè non mettere impianti dentali e avere i denti fissi?

      Molto spesso vedo pazienti che, o per loro convinzione o perchè malconsigliati, si rassegnano a ridurre la propria qualità di vita con protesi mobili.
      E’ un peccato, sopratutto quando ormai gli impianti rappresentano veramente una soluzione definitiva senza creare particolare disagio.

      Sono infatti gli stessi pazienti che si stupiscono di come con poche sedute e con disagio davvero minimo riesco a riabilitarli dando loro denti fissi!

      Giovanna ad esempio è una ragazzina di 87 anni. E’ venuta nel mio studio due anni fa
      perchè la protesi mobile inferiore agganciata agli ultimi due denti ballava sempre di più.
      Oltretutto le mani non sono più ferme come una volta e metterla e toglierla era diventato sempre più difficile.  “Sono anni che mastico male, ora proprio non ne posso più”!
      Per il resto la salute era ottima, la voglia di mangiare e sorridere era tanta.

      Mi ha chiesto se fosse possibile mettere due impianti per agganciare la sua vecchia protesi, vista l’età. Ho visto la sua radiografia 3d e le ho proposto: “”Signora, se facessimo una protesi fissa su impianti?”

      Ora neanche più si ricorda delle colle, del disagio a mangiare, del fatto di dover scegliere cibo particolare. I suoi 4 impianti dentali le hanno ridato il sorriso fisso! 🙂

      I miti degli impianti dentali

      A parte questa storia che ho voluto raccontarvi, una delle tante simili capitate nel mio studio negli ultimi 20 anni, vorrei approfondire sfatando alcuni miti che si raccontano sugli IMPIANTI DENTALI.

      L’impianto è una vite in titanio sterile e altamente pulita che, avvitata all’ interno dell’ osso con una semplice anestesia locale, viene ricevuta dal nostro tessuto duro che la avvolge e le si attacca con un meccanismo molto simile a quanto avviene nella guarigione delle PICCOLE fratture ossee.

      Se un tuo osso si incrinasse, guarirebbe? Se si, in linea di massima, PUOI avere gli impianti
      dentari.

      Il rigetto non è possibile con il titanio, è certamente possibile l’insuccesso implantare, cioè la NON GUARIGIONE: l’ osso per qualche ragione non si attacca all’ impianto e questo..
      semplicemente dopo tre mesi si svita. E si rifà, pure in garanzia! ??‍♂️

      Accade circa due volte su 100 e non in dipendenza nè dall’età nè dalla quantità o qualità ossea iniziale.

      Problema osso di scarsa qualita? ??‍♂️

      L’impianto produce un rinforzo spontaneo dell’ osso, come il fatto di camminare rinforza
      le ossa delle gambe.

      Oggi la scienza odontoiatrica ha dimostrato che 4 impianti da 8 mm di lunghezza (x 4 di
      diametro) sono PIU’ CHE SUFFICIENTI per portare 10 denti fissi. E’ davvero difficile avere meno di 8 mm di osso! E con gli esami RX atttuali, la cone-beam 3d, si ha una facile valutazione esattamente di quanto osso c’è a disposizione.

      Quindi hai capito che età e quantità di osso non sono fattori che limitano la possibilità di tornare ad avere un sorriso!

      “E farà male? Ho paura dell’ impianto!”

      … questa è una convinzione frequente! Invece la chirurgia implantare è una tecnica mini-
      invasiva, si opera in campo pressochè sterile, è raro il gonfiore e solo moderato il fastidio post operatorio!

      Tutti mi dicono che fa “molto meno male di quanto immaginassi”; generalmente mi viene detto che da molto più fastidio farsi togliere i denti!
      In ogni caso l’ANSIA va affrontata seriamente. Io uso un protocollo ansiolitico molto efficace che permette anche ai “meno eroici” di affrontare l’ interventino “come una passeggiata”. Lo applico su tutti!

      Nell’approfondire l’ ultimo punto: “ho perso i denti per piorrea”, vorrei parlarti di quelli che sono i “fattori che ti fanno rischiare che i tuoi impianti durino poco, solo 5 – 7 anni e non tutta la vita”.

      Igiene orale: una semplice soluzione

      Una volta integrato e utilizzato come nuova radice il tuo impianto sarà soggetto alla placca
      batterica della bocca. Se fumi, sarà coperto di gengiva affumicata. Se hai diabete e non lo
      controlli, la tua capacità di guarigione dei microtraumi gengivali sarà bassa.
      Ecco che un corretto STILE DI VITA, e in primis, una corretta IGIENE ORALE ogni giorno,
      come descritto/stressato in questo sito qui e qui, saranno i fattori che ti permetteranno di
      goderti i tuoi nuovi denti per tanti decenni…… ANCHE se, magari perchè nessuno te l’aveva detto prima, hai invece perso presto i tuoi denti veri, PER LE STESSE CAUSE.


      Ultima cosa:
      CHI davvero NON PUO’ METTERE IMPIANTI?
      1) Non possono mettere impianti coloro che per ragioni di malattia sono talmente debilitati da non poter sostenere alcun tipo di intervento.
      2) Non possono mettere impianti i ragazzi PRIMA della fine del loro accrescimento.

      3) (visto che vogliamo che ti durino tanti decenni) non possono mettere impianti coloro che si rifiutano di mettere in atto le manovre di igiene da due minuti una volta al giorno che insegnamo con cura prima di farli.

      Se non fai parte di questi due (3) gruppi: ora lo sai: PUOI avere i denti fissi! 🙂

      Insomma, non ti resta altro che visitare il tuo dentista di fiducia per tornare a sorridere!

      Grazie per la lettura,
      Dott. Alessio Bosco

      Dentista Sanremo, Impianti Sanremo.

      Se desideri contattarci per ulteriori chiarimenti o per avere maggiori informazioni sul servizio implantologico ti basterà compilare questo form. Penseremo noi a contattarti!

        Impianti a carico immediato o tradizionale, come funziona?

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        Protesi totale FISSA su 4 impianti

        E’ una tecnica efficace ed economica, per ridare il sorriso a pazienti con gravissima compromissione dei propri denti.

        Purtroppo succede che nessun dente sia recuperabile, o quantomeno non ci siano in bocca sufficienti denti validi per supportare una protesi fissa sostenuta da denti naturali.
        E’ una tecnica indicata quando si presenta questo caso, oppure quando un portatore di protesi totale mobile decide di fare un passo indietro e riavere i denti fissi.

        Non è certo, come troppo spesso si vede proporre, una “soluzione alternativa economica alla cura e al salvataggio dei propri denti”! Ma di questo ho già parlato in un altro articolo del Blog.

        Oggi ti spiego cosa si può fare quando davvero i denti non ci sono più , oppure quando sono tutti troppo compromessi.

         

        Due sono le strade: Una soluzione a carico immediato, e una a carico differito/tradizionale.

        L’ impianto è una vite sterile in titanio che trova stabilità avvitandosi nel tessuto duro mandibolare o mascellare. Dopo circa 3 mesi l’osso sarà guarito in stretto contatto e la vite sarà OSTEOINTEGRATA, cioè in intimo contatto e adesione con l’ osso del paziente. Fortissima e immobile.

        Qui si tratta di decidere SE aspettare tre mesi oppure usarla subito, confidando nella “integrazione meccanica”, cioè la forza di incastro per attrito che la vite fa, come farebbe nel legno, senza ancora essere integrata.

        Vediamo come si fa, vantaggi e svantaggi, rischi e benefici:

        CARICO IMMEDIATO avvitato in resina

        Nella prima si tolgono i denti persi, si mettono gli impianti e si avvita una protesi in metallo con denti in resina, TUTTO in pochi giorni: Da 2 a 15. Se si deve aspettare più di 3 giorni, si usa fare un provvisorio mobile.

        E’ La scelta migliore quando proprio nessun dente si può salvare, e il Paziente proprio non vuole stare neanche pochi mesi con una protesi mobile.

        Pregi e Difetti del carico immediato

         

        Pregi: Si fa prestissimo e la rivoluzione, da bocca malmessa a sorriso bello, è davvero stupefacente.

        Questa signora sprizza di gioia con il suo sorriso nuovo dopo una settimana dagli impianti!

        Difetti: Per ragioni di rapidità di esecuzione la protesi sarà con denti in resina e struttura metallica con gengive rosa in resina. L’ estetica è ottima, ma negli anni i denti in resina tendono a consumarsi e a cambiare colore. Necessitano più soventemente piccoli ritocchi che però sono economici da fare poiché la protesi si svita con miniviti nascoste. Volendo il paziente può chiedere di rifare la protesi in ceramica,  dopo anni, affrontando però una nuova spesa. Di solito le protesi avvitate su impianti durano senza importanti peggioramenti di estetica almeno 10 anni.

        Gli impianti possono non dare subito il supporto necessario e può accadere che si debba per forza decidere poi di aspettare prima di caricarli. (vedi prossimo paragrafo).

        In caso poi di insuccesso, per mancata integrazione, è possibile un fallimento totale: Può essere necessario ricominciare dall’ inizio e rimettere tutti e quattro gli impianti. In questo raro caso lo studio si fa carico di ogni spesa di rifacimento: il Paziente deve solo mettere la Sua pazienza.

         

         

        CARICO TRADIZIONALE, con ponte in ceramica cementato su 4 impianti

        E’ indicato e da me preferito,  quando almeno tre denti sono ancora abbastanza attaccati da poter “resistere” circa 3-6 mesi. Oppure è indicato quando il paziente è già portatore di protesi mobili e vuole fare il GRANDE PASSO verso i denti fissi, senza fretta.

        Si esegue un provvisorio FISSO supportato dai tre denti utilizzabili: scelgo i denti che non mi impediscano di mettere gli impianti che voglio nella posizione giusta. Nello studio li chiamo denti ZOMBIE, perchè verranno estratti appena gli impianti saranno utilizzabili. Sono “già estratti”, ma li uso per non lasciare mai il mio paziente in imbarazzo senza denti o con protesi mobili scomode. Riesco ad utilizzare a volte dei denti davvero molto molto compromessi, ma il loro uso migliora tanto la terapia e riduce i disagi: si passa dai propri denti, malmessi,  ai denti su impianti in circa 3 – 6 mesi, progressivamente.

        Fatto e testato il provvisorio si mettono i quattro impianti. Si rimette il provvisorio e si aspetta da tre a 6 mesi, dipende dalla situazione ossea; avvenuta l’ integrazione si tolgono i denti zombie e si sostiene il provvisorio con gli impianti. Dopo questa fase collaudo si finisce, realizzando un ponte METAL CERAMICA che verrà cementato sui 4 impianti.

        Pregi e Difetti del carico tradizionale

        Pregi: Si va per gradi: si possono affrontare tutte le eventuali difficoltà con molto più agio. Si usano impianti più corti e si può fare anche con poco osso o con osso di bassa qualità. La protesi è un ponte metalceramica, il materiale MIGLIORE come estetica, robustezza e naturalezza. E’ immutabile nel tempo. L’ eventuale mancanza di integrazione di UNA vite, non compromette tutto il lavoro, ma allunga solo un po’ i tempi. I pazienti stanno bene da subito, con il loro provvisorio fisso. Il ponte in ceramica viene cementato come si usa fare su analoghi ponti su denti naturali e no nci sono antiestetici fori per le viti.

        Difetti: Il numero di sedute è molto maggiore e serve molto più tempo


        Il costo, nel mio studio, è circa lo stesso per le due soluzioni: 333,3€/mese x 24 mesi per il carico immediato, 355 per il ponte in ceramica di 10 denti su 4 impianti. Esiste la possibilità, qualora le condizioni lo permettano, di mettere 6 impianti e 12 denti, con un costo complessivo di 541 Euro al mese, sempre considerando la comoda dilazione tramite finanziaria a interessi zero per 24 mesi..

        Studio Alessio Bosco – Sanremo
        Per necessità, informazioni o urgenza contattaci al 01 8453 0798 oppure compila il form qua sotto e ti contatteremo noi!

          Erosione dentale da acido: più frequente di quanto immagini!

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          Erosione dentale da acido

          Un difetto estetico può essere un problema personale che riduce l’autostima e limita, a suo modo, anche la vita di relazione.

          Quando si parla di denti, estetica e salute sono due concetti quasi equivalenti: la percezione che si ha di una persona con denti “brutti da vedere” è quella di una persona “in cattivo stato di salute”. Per quanto tale concetto possa sembrare sbagliato, fa parte del sentire comune.

          Eppure esistono molti casi, come l’erosione dentale, che possono capitare a chiunque; chi per casualità o malattie e chi per un uso improprio di alcune bevande o cibi.
          L’importante, in tutto ciò, si può sintetizzare in diagnosi e piano di cura, perchè la soluzione il più delle volte esiste. E noi, di Studio Bosco, ci occupiamo proprio di questo.

          Cos’è l’ erosione dentale?

          E come si distingue dal bruxismo?
          Cosa causa questi tipi di usura dentale che possono portare ad incredibili danni sia estetici che funzionali?
          Come si può riabilitare una bocca interessata da erosioni o bruxismo?

          L’ erosione dentale è un tipo di usura di origine non cariosa dei denti. Un altro tipo di usura abbastanza frequente è invece data dal bruxismo.
          Le persone che soffrono di questi due problemi generalmente hanno le superfici dei molari appiattite, con aree di dentina esposta. Se guardi in bocca puoi facilmente vedere se i tuoi molari, invece di avere delle punte e dei solchi, hanno al centro un area giallastra. Quella è la dentina esposta!

           

          Come distinguere bruxismo da erosione dentale?

          Generalmente il Bruxista ha superfici piatte, mentre l’ Eroso ha delle concavità più o meno accentuate.
          I denti in realtà si toccano solo sulle aree circonferenziali, sulle crestine di smalto residue. Il Bruxista infatti consuma i propri denti perchè ha l’ abitudine viziata di sfregarseli in continuazione, senza peraltro rendersene conto.

          Di solito un bruxista fa rumore di sfregamento durante il sonno al punto di disturbare il sonno del convivente. Ha le mascelle ipertrofiche e generalmente arriva ad una importante usura nella terza età.

          Al contrario, chi soffre di erosione dentale assiste a precoce usura dei propri denti. La CAUSA è più subdola: l’erosione dentale è l’ effetto di continue esposizioni ad acido.

          L’acido scioglie i denti e agisce molto più velocemente nella dentina e per questo i denti assumono quella caratteristica conformazione a “cucchiaino”, con una superficie concava circondata da esili pareti di fragile smalto vetroso.

          Oltre a ciò l’ erosione dentale avviene anche nelle pareti vestibolari (verso la guancia) e linguali, mentre l’ usura da bruxismo SOLO nella parte masticante!
          Man mano che i molari si consumano anche gli incisivi iniziano a essere danneggiati perchè manca il supporto molare.

          Generalmente l’ incisivo che appare tutto scheggiato, come se si sgretolasse nei margini, è il primo sintomo che porta all’ osservazione dal dentista dei pazienti erosi.
          Qui una giovanissima ragazza con una davvero iniziale erosione dentale.

           

          Erosione dentale: Casi e soluzioni

          L’ erosione dentale, se non diagnosticata precocemente e contrastata nei modi che descriverò, in seguito, può portare a incredibili demolizioni.
          Come vi mostro nella prossima foto: un ragazzo di circa quarant’anni curato come bruxista da tempo con uso di bite protettivi, è arrivato a perdere più di 7 mm di tessuto dentale!

          Il suo problema era l’ associazione da una sindrome celiaca con acidità gastrica e reflusso e uso di bevande gassate e zuccherine, con il bite in bocca. Le macchie blu sono i punti di occlusione: i denti NON toccano mai.


          In fondo potrai vedere come è stato risolto.

          Confronta la foto sopra con questa sotto: Bella Signora settantenne con i denti inferiori consumati da bruxismo: Non c’è la forma a cucchiaino con bordi affilati e le pareti esterne sono integre!

          Anche di questo caso vedrai in fondo la soluzione fatta da me 15 anni fa: Faccette in ceramica.

          Quali sono le CAUSE dell’ erosione dentale?

          Cause Gastrointestinali: Reflusso gastro esofageo, frequentemente diagnosticato dopo l’ accertamento di erosioni dentarie! Bulimia, con vomito frequentissimo.
          Cause alimentari: Propensione per alimenti molto acidi, come agrumi e BEVANDE GASSATE!
          Cause igieniche: Una igiene più attenta, come fate voi che seguite questo blog e guardate i miei video, migliora la mineralizzazione e contiene i danni da acido.

           

          Escludendo casi Bruxismo, i nostri denti vengono erosi dall’acido. Ogni cibo o alimento che ingeriamo presenta un livello di acidità che, se troppo alto, erode il dente.
          Qui sotto trovi un grafico che indica i valori di Ph: più il Ph risulta essere basso più la sostanza sarà acida.

          Le sostanze acide, quando ingerite, incontrano un minerale in particolare: l’apatite.
          Quest’ultimo compone lo smalto dei denti e, a contatto con sostanze acide con un valore di Ph più basso di 3, si scioglie.

          Il grafico qui sotto dimostra proprio quello che abbiamo appena detto: quanto più il Ph tende verso il basso (acidità) tanto più l’apatite si scioglierà.

           

          ATTENZIONE ALLE BIBITE GASSATE

          La tabella restituisce chiaramente il perchè bisogna riservare particolare attenzione alle bibite gasate: come puoi facilmente notare tutte queste bibite hanno un Ph che si attesta con un valore inferiore a 3.

          Coca Cola Classic : Ph 2.37!

          In uno studio pubblicato sul Journal of Public Health Dentistry di giugno 2018 viene indagata la correlazione tra i diversi tipi e i tempi di assunzione di alimenti acidi e l’usura dentale in una popolazione adulta.
          Gli autori hanno ricavato i dati da 3586 adulti, dai 18 anni di età in su, che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) tra il 2003 e il 2004. Sono stati raccolti e analizzati i dati su quattro tipi di alimenti e bevande acide (frutta, succhi di frutta, bevande alcoliche e bevande analcoliche gassate) e sui tempi di consumo .

          Risultati?
          L’assunzione durante i pasti di bevande analcoliche gassate è associata all’usura dei denti, mentre l’assunzione di frutta, succhi di frutta e bevande alcoliche non lo è.

          Il consumo di bevande analcoliche gassate durante i pasti, dai dati di questo studio, sembra essere l’unico fattore costantemente associato all’usura dei denti, indipendentemente che si parli di pasti veri e propri o di spuntini.

          Quindi pare sia davvero molto importante evitare per voi ed i vostri bambini l’ abitudine di pranzare SEMPRE bevendo bevande gassate.

           

          Come si affronta l’ erosione dentale?

          Se diagnosticata e curata allo stadio iniziale, in Studio risolviamo con delle semplici otturazioni in materiale composito.
          Questo significa che ricostruiremo il dente tramite composito, un materiale sintetico che si uso proprio per otturare i denti.
          La terapia è a basso costo.

          Se invece la perdita dentale è stata eccessiva in tutti i denti, in Studio riabilitiamo sempre in modo conservativo con la tecnica chiamata Three Steps, pubblicata dalla collega Vailati, usando intarsi e faccette in ceramica.

           

          Ed ecco due casi risolti! Cliccate sopra per vedere l’ immagine ingrandita.

           

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            Sigillature dei Solchi

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            Cosa sono le sigillature dei solchi?
            A che età si fanno?
            Davvero servono per prevenire le carie dei bambini?

            Questo articolo vi spiegherà tutto questo:
            La sigillatura dei solchi è un semplice intervento ultra conservativo che SE BEN ESEGUITO risulta efficacissimo per prevenire le prime carie nei nostri bambini: le carie che iniziano a danneggiare i primi molari che sappiamo nascere a 6 anni.
            E’ questa una età in cui è difficilissimo il controllo degli zuccheri e nonostante aver seguito con cura tutte le attenzioni che avete letto in QUESTO ARTICOLO nel mio blog, non è facile essere certi di poter evitare certe carie insidiose, se non facciamo la sigillatura dei solchi.

            Cosa sono i solchi? Sono le fessure sulla parte masticante dei molari (e dei premolari). Ogni dente ha la sua anatomia, ma spesso tali fessure sono molto profonde, e addirittura alcune si stringono come a chiudersi ma poi hanno un allargamento all’ interno: una vera TRAPPOLA per zuccheri e PROTEZIONE per i batteri che producono le carie!


            Come si esegue una SIGILLATURA?
            Il dente viene isolato con la diga di gomma, poi trattato con un gel acido che irruvidisce i primi micron dello smalto per permettere alla resina di aderire tenacemente

            Il dente ha un aspetto gessoso perchè è irruvuduto nella sua superficie


            a questo punto si applica un primer che ha anche la funzione di eliminare eventuali batteri ancora presenti nel fondo del solco.
            Dopo aver asciugato con attenzione si pennella sul dente una resina fotopolimerizzabile (indurisce con la luce blu) e il gioco è fatto.
            Per anni il solco è protetto.

            E’ una tecnica assolutamente conservativa, il dente viene solo spazzolato o pulito con ultrasuoni se i solchi fossero già irruviditi dal tartaro. Serve una goccia di anestesia affinchè il piccolo non senta neanche il fastidio sulla gengiva. Con l’ infusore elettronico WAND non si avverte nulla!
            La sigillatura funziona per anni, ma SOLO SE il sigillante è applicato con tecnica perfetta e SENZA contaminazione di saliva o umidità. Per questo in STUDIO dal 1991 uso sempre la Diga per ogni restauro estetico. Senza diga, il rischio di applicare resina su dente umido è altissimo, specie nei bambini, e il risultato sarebbe una sigillatura non incollata, che lascia spazio per i batteri e accelera, invece di fermare, il processo carioso, concentrando gli acidi prodotti nel solco!


            La Diga protegge anche il bambino dal rischio di ingestione di strumenti e riduce la sensazione di “invasione” delle mani del dentista in una zona tanto intima. Gli occhi di questa bambina sorridono: nessun fastidio! 🙂
            Se non si riesce a mettere la Diga, è meglio NON FARLE, e per questo l’ età migliore per fare la Sigillatura ai nostri bambini sarà “quando il dente sarà completamente erotto”.
            Portami il piccolo a far visita appena i molari faranno capolino nella gengiva, quindi verso i 6 anni, ma il momento migliore per la sigillatura dei primi molari di solito è attorno ai 7 anni.
            Prima ti insegneremo le tecniche di igiene giuste per non farlo cariare e inizieremo a fraternizzare!

            Se vuoi vedere come funziona la sigillatura in Studio abbiamo il video perfetto per te:

             

            Qui le istruzioni per aver i dentini sani dai 2 ai 7 anni!

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